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News in tema di chirurgia vascolare arteriosa

Nei congressi che si sono svolti ( il piu’ importante a  Bruxelles - 2018) vi è una gran diatriba fra coloro che sono sostenitori degli stants e coloro che preferiscono l’intervento.

I primi sostengono che la loro metodica è semplice, scevra da rischi e con buoni risultati nel tempo.
I secondi optano per la soluzione chirurgica, la quale anche se da un lato è piu’ indaginosa e piu’ rischiosa, permette di avere risultati( pervietà dei vasi operati) piu’ duraturi nel tempo ed inoltre sostengono che in caso di fallimento degli stants, dovendo poi ricorrere all’intervento chirurgico, quest’ultimo diventa piu’ difficile e rischioso.
In tema di endoprotesi aortiche per aneurismi i risultati sono validi e le infezioni, che sono la vera complicanza di questa tecnica,rimangono nell’ordine del 30-40% come per gli anni precedenti.
Il miglioramento degli strumenti e cateteri rende agevole il raggiungimento dei vasi piu’ piccoli agli arti inferiori, con possibilità di dilatare e posizionare stant.
Di veramente nuovo vi è la sperimentazione di sonde laser a bassa frequenza e a calore modesto che vengono utilizzate per riaprire i vasi arteriosi degli arti inferiori. La casistica è modesta e merita uno studio piu’ approfondito.

Grandi passi sono stati fatti nella dilatazione delle arterie dei pazienti diabetici.

L’utilizzo di strumenti piccoli e sofisticati permette di raggiungere distretti arteriosi sempre piu’ piccoli e lontani degli arti inferiori.

Le arterie tibiali, di per sé già piccole ( 2  mm. di diametro) e rese piu’ piccole e indurite dalla malattia diabetica vengono dilatate.

Il sangue arterioso quindi irrora piu’agevolmente le arteriole del piede prevenendo le gangrene diabetiche.

 

I progressi dell’uso delle cellule staminali sta diventando un riscontro clinico importante ed una realtà. ( Congresso SIMCRI – Bari 2018)).

Da una fase di sperimentazione si è passati ad un impiego clinico con protocolli ben stabiliti. ( vedi nel sito patologia arteriosa arti inferiori).

Sempre piu’ numerosi sono gli arti dati per persi da amputarsi e invece salvati con questa metodica.